L’Asia che sa Ridere.Viaggio nelle Filippine e Hong Kong nell’anno del Dragone ( 2012) 

Che cosa ci si aspetta da un viaggio in una terra cosi lontana ? il mare più bello ? spiagge idilliache?
La ricerca dell’’isola perfetta ? dell’avventura ? ….
Noi ancora una volta non cerchiamo nulla, ma siamo pronti a ricevere tutto quello che c’e’.

l’odissea della partenza
Da anni nel nostro paese non si registravano nevicate così abbondanti e temperature polari , che da noi in Emilia sono arrivate a -15°, la paura di non riuscire a partire questa volta ci attanaglia , quindi decidiamo di
partire per Milano la sera prima, cerchiamo l’hotel più comodo al parcheggio e anche al terminal, il first hotel , scelta che si rivela perfetta per qualità e comodità.
La mattina ci svegliamo tardi facciamo un’ottima e abbondante colazione (anche per celiaci) , freschi e riposati ma soprattutto sollevati , perché a Malpensa a dispetto di molti altri posti dove sta nevicando c’’e addirittura un pallido sole.
Infatti, decolliamo puntuali, la Cathay Pacific è comoda con poltrone larghe e un ottimo servizio a bordo.
Dopo 10 ore e trenta eccoci a Hong Kong , sta albeggiando e la città è avvolta in una fitta foschia, aspettiamo il nostro volo per Cebu cercando di trovare un angolino caldo ma inutilmente, nonostante la temperatura esterna sia di soli 20°, l’aria condizionata all’interno del meraviglioso aeroporto è al massimo, una mania che accomuna tutte le grandi metropoli Asiatiche, in barba al buco dell’ozono.
Siamo in volo per le Filippine e sotto di noi splende un mare scintillante illuminato da un caldo sole, ma all’improvviso come dal nulla piombiamo in una densa coltre di nuvole nere e minacciose , benvenuti a Cebu !
Fuori dall’aeroporto ci aspetta sventolando un cartello con i nostri nomi , un autista che abbiamo fissato dall’Italia per il costo di 2.500 pesos, avremmo potuto prendere il bus pubblico spendendo molto meno ma ci avremmo impiegato oltre il doppio del tempo, e dopo due voli non ci sembrava il caso .
Le tre ore di auto sotto una pioggia incessante sono da vero riposo per gli occhi, Cebu è un manto di verde infinito, ampie vallate pianeggianti di canna da zucchero, risaie, palme da cocco, banani, manghi fino alle bizzarre montagne dell’interno, le spiagge invece, almeno a nord sono fangose e di sabbia scura.

Arriviamo al porto di Hagnaya e sempre sotto il diluvio prendiamo al volo un vecchio e rugginosissimo ferry Ci rendiamo subito conto dello stato del mare, enormi onde ci sballotteranno e solleveranno per tutta la durata della traversata facendoci sembrare quell’ora infinita, intorno a noi solo gente del luogo , che sta male e si lamenta e l’equipaggio formato da tre ragazzini , che distribuiscono bustine di plastica della spesa
a chi ne ha bisogno , noi non stiamo male, ma il mio pensiero va alle tante tragedie di mare che vengono riportato su questo paese e l’adrenalina scorre veloce, la mia testa sta facendo piani di salvataggio e noto con sollievo che il ferrovecchio ha tutti i giubbotti salvagente in perfetto stato e in gran numero sopra ogni posto .
L’orizzonte appare e scompare, va su e giù, poi eccola la costa, il piccolo porto sempre più vicino.
L’attracco del ferrovecchio è lungo e difficoltoso, il mare ci respinge e sballotta ancora , per un attimo mi sfiora il pensiero che ci vogliano riportare indietro e mi manca il respiro, invece dopo un po’ scendiamo la scaletta , finalmente dopo un viaggio odissea di oltre 20 ore siamo arrivati.
Ci viene detto che questa perturbazione e’ dovuta a un tifone che si sta abbattendo sul Mindanao
In questo periodo dell’anno, il più secco, non dovrebbe accadere, va messo comunque in conto la possibilità di avere brutte giornate, perché le Filippine purtroppo possono sempre essere soggette a tifoni tropicali, soprattutto le isole più a sud .

Bantayan
Sconosciuta al turismo, selvaggia, verde, spartana, semplice , con un bel mare,
Si avvicina molto alla nostra isola ideale.
Soggiorniamo al white beach , solo cinque bungalow davanti alla lunga spiaggia orlata di palme di Marikaban.
I bungalow sono veramente spartani anche se l’idea in se è buona, infatti, hanno un soggiorno con divano letto, una camera e due bagni, più una grande veranda vista mare.

scopriremo presto che le pulizie e il letto ce li dobbiamo fare, che i soli due teli da bagno sono per tutto il soggiorno gli stessi, che la bellissima spiaggia da cartolina soffre per lungo tempo della bassa marea che la rende un po’ fangosa.

Malgrado questo l’atmosfera che vi si respira è di pura magia.

Bantayan ci rapisce da subito anche sotto la pioggia con toni argentei e scintillanti .

 I suoi tramonti ci regalo emozioni forti , restiamo ad ammirarli fino a che il buio non avvolge tutto.

Vaghiamo in motorino per la sua bella strada delineata da noci di cocco dipinte di bianco, da fiori, visitiamo i suoi distretti, dove un cartello welcome , indica gli abitanti e i loro ruoli, dove la gente genuina e vera ti tratta non da turista ma da amico, offrendoti da bere facendoti entrare nelle loro misere ma decorose case che i Filippini sfidando una povertà assoluta cercano di tenere il meglio possibile.
Si mettono in posa orgogliosi e dopo una foto non ti chiedono soldi come spesso accade, ma ti ringraziano per poi scoppiare in fragorose risate appena si rivedono nel monitor .

Al mercato della sua piccola capitale, conosciamo delle studentesse che stanno un bel po’ a parlare con noi e mi chiedono il permesso di diventare amiche su face book, in realtà una sola ha il PC ma vale per tutte !
Visitiamo l’antica chiesa, molto suggestiva se si pensa che siamo in estremo oriente, infatti, le Filippine solo l’unico paese completamente cattolico di tutta L’Asia, ci sono piccole chiesette dai colori sgargianti in tutti i villaggi.

Bantayan vanta spiagge e mare stupendi.
Come sugar beach. - Alice beach -Paradisee beach
A Santa Fe’ l’unico posto turistico dell’isola ci sono varie sistemazioni abbastanza spartane e qualche ristorantino , che accolgono i pochi viaggiatori che arrivano fin qua , si mangia bene e con poca spesa
I nostri preferiti: le petit Bonheur , Native HR , Cou Cou .
Ci piace cosi tanto stare qua che non ci importa degli improvvisi temporali, dell’umidiccio che ci portiamo sempre addosso, dell’assurdo caldo notturno.
Adoriamo andare al mercato al mattino a scegliere i manghi maturi, i piccoli panini dolci nella baker, le bustine di néscafe’ , poi andare a casa , chiedere ai ragazzi del White due tazze di acqua calda e preparare la colazione.
La quiete dell’isola s’interrompe per un po’ con S. Valentino due giorni di festeggiamenti continui con musica a tutto volume e un continuo Happy San Valentine e questo lontano paese asiatico si trasforma come per incanto nel più allegro musicale e ciarliero angolo di Caribe, per poi tornare a festa finita alla solita tranquillità.
Bantayan, l’avevo scelta tra le tante, guidata dal mio istinto di viaggiatrice, ci siamo sentiti in pace,
mai turisti , ci ha colpito al cuore con il sorriso della sua gente, con il volto dei tanti e bellissimi bambini.

Lasciamo la nostra amata isola non senza rimpianti e con la voglia di ritornarci ……..

Malapascua
Un’ora di ferry, un’altra di auto e siamo all’imbarco di Maya, ci vengono incontro due ragazzi inviati dall’hotel dell’’isola e ci indicano la nostra banka, bella nuova e scintillante , ma ancorata su degli scogli corallini appuntiti, per salire una scaletta di dieci centimetri di larghezza, ecco mi dico tra me, adesso si ride, Mauro parte spedito, è solo un attimo, lo vedo rotolare lui e gli zaini giù dagli scogli, penso che si sia fatto malissimo, ma lui si rialza con fare fantozziano.
“ don’t worry i am stuntman “ urla lanciando le mani in aria e mostrando che non si è fatto neanche un graffio, io e i ragazzi allibiti iniziamo a ridere e continueremo a farlo per tutti i trentacinque minuti della traversata.

Malapascua è poco più di un atollo quasi interamente circondato da spiagge bianche e da una laguna cristallina, la nostra sistemazione è al Tepane a gestione italiana, ben inserito nella vegetazione a dominio di due baie smeraldine, i bungalow sono accoglienti , puliti e dotati di ogni comodità, il personale è gentile e i due proprietari Silvia e Andrea disponibili e simpatici ci trattano subito come vecchi amici.

Vicino al tepane il ristorante più famoso dell’isola e dintorni, Angelina, anche questo a gestione italiana
Su questo apro una parentesi, noi siamo contro il mangiare italiano all’estero e in tanti anni di viaggio non lo abbiamo mai fatto, questa volta è stato un’eccezione e ben felici di averlo fatto, visto che il pesce e la frutta sono freschi di giornata che il pane e la pasta sono fatti in casa ogni giorno il tutto mischiato e cucinato, molto bene come solo un Italiana sa fare.
Insomma cucina di alto livello a prezzi di poco superiore alla media, infatti, l’isola è abbastanza costosa e anche andando in altri ristorantini, si riesce a risparmiare al massimo un paio di euro a persona.
L’isola è bella, a sud ci sono diversi resort e diving, questo posto è famoso tra i sub perché nelle sue profondità è facile avvistare lo squalo volpe , mante e molto altro ancora.

Siamo curiosi di esplorarla , per pochi pesos paghiamo un passaggio in motorino a due ragazzi che ci portano fino alla punta dell’estremo nord dell ’isola dove ci sono piccoli villaggi di pescatori
che vivono in capanne di palma e bambù, ci offrono sigarette e birra, ci mostrano il pesce a essiccare sui tetti o su grate , è molto bello poterli ammirare nella loro semplice vita quotidiana, tantissimi bambini con gli occhi grandi e felici, che poco hanno ma a cui forse non manca nulla , i ragazzi più grandi stanno allenando i loro galli da combattimento, nelle Filippine cosi come per L’Indonesia, il combattimento dei galli è come la corrida per gli Spagnoli, inutile aprirci un dibattito fa’ parte della loro cultura, noi sappiamo solo che non ne vedremo mai più.

Le baie a nord sono fantastiche contornate dalla giungla e alte palme, le giriamo tutte in perfetta solitudine.

Dopo tanto scorrazzare passiamo anche qualche giorno nella bella e tranquilla baia del Tepane a godere finalmente di qualche raggio di sole e di un po’ di riposo.
Ripartiamo anche da Malapascua, salutiamo tutti i ragazzi conosciuti e dividiamo il nostro viaggio di ritorno con Chicco un girovago in anno sabbatico .

Cebu
Ripercorriamo ancora una volta la verde e splendente Cebu, isola che varrebbe la pena di visitare almeno qualche giorno, lungo il viaggio con Chicco ci scambiamo informazioni su isole e itinerari, tra una chiacchiera e l’altra arriviamo a Lapu Lapu, isola aeroporto di Cebu City, un grande e disordinato agglomerato di case e caos, il nostro hotel, scelto apposta perché comodo all’aeroporto e con servizio navetta compreso è il Goldberry suite, piace anche al nostro nuovo amico che decide di fermarsi con noi, una doccia veloce e ci buttiamo nella notte di Cebu, mangiamo molto bene, del pesce grigliato accompagnato dall’immancabile riso, vagabondiamo un po’ tra le bancarelle del mercato notturno, ricche di seppie e pesce essiccato, di spiedini di pollo e maiale, facendoci contagiare ancora un po’ d’allegria della gente.
Salutiamo chicco non senza provare una sana invidia per il suo viaggiare, e andiamo a letto.
Il nostro viaggio nelle Pilipinas è finito ma ci aspetta ancora qualche giorno a Hong Kong.

Hong Kong
Tra le grandi metropoli Asiatiche e di tutto il mondo Hong Kong spicca per cultura design e splendore,
cela ancora angoli di antica China accanto a grattacieli avveniristici e super tecnologici, questo fa’ di lei una città di un fascino unico.
Alloggiamo, per la gioia del Pirullo, nello spettacolare boutique hotel The Luxe Manor nel cuore di Kowloon l’hotel è ispirato alle opere di Salvatore Dali con ambienti raffinati e di design, le camere arredate con grande gusto e con inaspettati tocchi eccentrici rispecchiano le regole fondamentali (da queste parti) del feng shui, dove tutti gli elementi devono avere il giusto equilibrio .

L’hotel fornisce un comodo free bus, con servizio regolare ogni dodici minuti, da e per la stazione del express airport di kowloon, dove alla partenza puoi fare il check in come se fossi già in aeroporto.
Servizio spettacolare che penso abbia solo questa città ! cosi come ogni altro servizio di trasporto dalla
puntualità ed efficienza unica.
Se di giorno è una città piacevole, HK la sera sa dare il vero spettacolo, un mix di suoni, luci, colori, gente, insegne, bellissimo lasciarsi trasportare da tutto questo turbinio,
cercando di goderne il più possibile, ci ritroveremo spesso a ordinare cibo da un menu scritto completamente in cinese, a sorprenderci ogni volta che svoltando un angolo di un enorme palazzo di acciaio e cristallo ci troviamo davanti a una schiera di bancarelle di chincaglieria cinese.

Della fissa per gli oroscopi, ah ! io sono una possente tigre, mauro invece un porcello ahahhahaah
Molto ruota intorno al’astrologia , perfino gli affari di grandi finanzieri .
Questo per i cinesi è l’anno del dragone il più potente tra i segni, si dice sia l’anno delle grandi svolte.
Dove tutto può accadere, ma nel senso positivo.

Il tempo non sempre ci è stato amico, ci rifaremo appena possibile con un’altra visita di questa metropoli per vedere altre cose.
Finisce qua il nostro viaggio, ancora una volta questo paese ci ha travolto, incuriosito, ammaliato con i suoi contrasti,con la sua gente , ancora una volta ritorniamo a casa con la grande Asia nel cuore, consapevoli che presto ci ritorneremo.

Non andateci se:
Pensate di trovare solo sole e mare, per questo ci sono isole molto più vicine, con mare ugualmente bello e con un clima più stabile.
Se volete lusso e servizi, o se solo il pensiero di passare quasi due giorni in viaggio vi fa’ venire la claustrofobia .

Consigliato a chi:
Ama il viaggio nel vero senso della parola, arrivare nelle Filippine non è una passeggiata, occorre spirito di adattamento per le strutture molto spartane e i servizi lenti e non sempre regolarissimi, chi cerca un contatto con la gente del posto, per chi alla fine si diverte ugualmente a indossare un k way piuttosto che un costume .

Cercando notizie sulle Filippine , avevo letto che qualcuno l’aveva definito L’Asia che sorride,
L’Asia è sorridente ovunque, ma le Pilipinas sono L’Asia che sa Ridere.