Riflessi Nell'Acqua

Ripensando al Vietnam mi viene in mente un paese d’acqua.
Quella del nord dove le risaie sono ancora solo acquitrini e risplendono di riflessi argento sotto la sottile nebbiolina in attesa che i piccoli germogli siano piantati.
Quella dei laghi e dei fiumi.
Quella verde del mare nella baia di Ha long o azzurra e cristallina di Phu Quoch.
Quella fangosa e limacciosa del possente Mekong che domina padrone incontrastato ogni paesaggio dell’estremo sud.
Acqua che dona generosamente vita e splendore a un paese che non mi ha colpito da subito, ma si è insinuato lentamente, pacatamente fino farmi innamorare di questo grande dragone.

Hanoi
Atterriamo a Hanoi la capitale, ci accoglie una giornata fresca, grigia e piovigginosa, simile a quella che abbiamo lasciato in Italia diverse ore prima.
Passiamo un bel po’ di tempo in fila per le pratiche del visto, fuori dall’aeroporto ci attende il nostro autista (come in ogni altro posto) della http://www.vietnamtourism.com/
E che naturalmente parlerà sempre solo vietnamita.
Il nostro hotel il http://www.vietnamstay.com/hotel/galaxy/ è a pochi minuti a piedi dal centro della città vecchia e quindi cartina alla mano e via subito in giro ….
Sarà la prima delle tante scarpinate che faremo in questo paese.
La città è affascinante, sorprendentemente sospesa tra un fascino antico e tocchi moderni, una marea di gente, motorini e merce in un costante e incessante movimento.
Attraversare la strada è da incoscienti e coraggiosi, impossibile aspettare che la marea del traffico si diradi, ci si deve lanciare sicuri e fiduciosi senza esitare o cercare di scansare le migliaia di moto che ti vengono incontro, saranno loro inspiegabilmente a farlo.

Le abitazioni del quartiere vecchio, cuore pulsante ricco di storia della città, sono chiamate case tunnel per via della loro particolare struttura, alta e stretta di fronte e molto larga lateralmente, in genere al piano terra ci sono i negozi che vendono ogni genere di merce, sono stati costruiti con questa struttura per via di una legge che le tassava in base alla larghezza della facciata.
Ci lasciamo travolgere da questo movimento ininterrotto e ne seguiamo l’andamento fino ad arrivare al lago Hoaen Kiem, tantissimi Vietnamiti osservano attenti dei cerchi concentrici nell’acqua.
Stiamo lì anche noi cercando di capire cosa c’e’, finalmente appare …. Una testa enorme gialla oro è lei, la portatrice di buona sorte, la leggendaria tartaruga sacra del lago che concede la sua vista a solo pochi fortunati, si tratta di un tipo di tartaruga gigantesco del peso di 250 kg e della lunghezza di circa 2 metri.
Bene …. fortuna, è quello che ci vuole all’inizio di un viaggio …
Continuiamo il nostro giro percorrendo il grazioso ponte rosso The Huc (sole nascente) fino al piccolo tempio di giada , E poi ancora strade e piazze e mercati.

Sono le 17.30 siamo veramente stanchi e non abbiamo ancora mangiato, cerchiamo un ristorantino dove fare un pasto che faccia da pranzo e cena, scegliamo il Little Hanoi dove ci deliziamo con buonissimi Springs roll fritti e riso con verdure,
sazi torniamo verso il nostro hotel per poter finalmente andare a dormire, ben muniti di tappi per le orecchie.
Il giorno dopo Vagabondiamo ancora tra i villaggi degli artigiani, le strette viuzze del centro, ci fermiamo a mangiare al famoso cha Ca la vong tanto osannata da L.P. e recensioni su internet, non andateci il costo e’ spropositato 165.000 dong a persona prezzo fisso! e se vi capita di dover andare in bagno e per farlo sarete costretti a passare dalla “cucina“ chiudete gli occhi.
Finiamo la giornata fermandoci a scrutare l’animata città dall’alto della terrazza del Ctyview Ca phe mentre sorseggiamo un intenso aromatico Vietnamese coffe .

Partiamo per la baia di Ha long, ci impiegheremo circa 4 ore di macchina, sono 164 km la strada e’ buona ma il limite in molti tratti e’ di 40 km l’ora, questa lentezza ci fa gustare meglio scene rurali di antica origine dove la coltivazione tradizionale del riso è caratterizzata ancora oggi dal lavoro dei contadini che piantano i giovani germogli e spronano i bufali a tirare l’aratro nel terreno fangoso

Visitiamo anche una factory dove mani abili ricamano in maniera veramente sorprendente veri e propri quadri che visti da lontano sembrano addirittura fotografie.


Ha long
Se pensate di aver già visto tutte le bellezze del mondo e non siete mai stati in Vietnam, vi ricrederete davanti allo spettacolo misterioso e unico della baia di Ha Long.

Da un mare color smeraldo svettano migliaia di pinnacoli calcarei che nascondono piccoli villaggi galleggianti abitati da pescatori, bellissime grotte e isole da visitare, il tutto avvolto da una luce innaturale e magica ancora più spettacolare all’alba quando una sottile nebbiolina avvolge le vette più alte e fa sparire e ricomparire i pinnacoli.

Questo posto va vissuto navigando a bordo di una Junk antica ma sapientemente restaurata dove vi sentirete parte di un mondo perfetto e splendido.

La nostra si chiama Victory http://www.victorycruisehalong.com/ il personale è gentile, la cucina ottima degna di un ristorante di lusso, la piccola cabina deliziosa con una grande vetrata e un bagno modernissimo.
Un vento gelido spazza il ponte superiore e grosse nuvole grigie avvolgono tutto, non vedremo il tramonto e neanche la luna che si staglia in cielo lanciando ombre argento tra i faraglioni come mi aveva descritto Giovanna, ma la magia quella sii, Ha long la porta in se.
Interessante la visita a una delle tante grotte, passando per i villaggi galleggianti dei pescatori che cercano prontamente di venderti bibite o piccoli souvenir.
La junka durante la notte è ancorata davanti all’isola di Titov, dove il mattino presto dopo una leggera colazione a base di dolcetti di riso, faremo un’escursione percorrendo un sentiero che ti porta fino in cima per ammirare un bellissimo panorama della baia

agli altri turisti al ritorno dall’isola serviranno un brunch e si tratteranno ancora un po’, fino a navigare lentamente verso il ritorno. Noi dobbiamo partire prima e con una barchetta ci riportano al porto, dandoci dei generosi e squisiti cestini del pranzo che ci faranno leccare i baffi.
(leggendo questo articolo mi viene da credere che la tartaruga ci abbia portato veramente fortuna, blog.panorama.it/…/naufragio-in-vietnam-12-morti-salvi-due-italiani/)

Treno Hanoi / Hue
Ritorniamo a Hanoi per prendere il treno della riunificazione che ci porterà fino a Hue.
Bella idea direte voi, eh si! anche a me sembrava cosi guardando la comoda cuccetta e il bel bagno stampato sul biglietto con la dicitura SE5 luxurios decoration.. ..uauuuu come l’orient express … http://www.goway.com/asia/vietnam/reunification-ex...
una volta a bordo non è proprio cosi la cabina di due metri per due é abbastanza lurida, il bagno di lusso?? Lasciamo stare. peccato che le 12/13 ore siano diventate 16 assolutamente fatte tutte in bianco, come accennavi a prendere sonno un gracchiante altoparlante annuncia qualcosa in un indecifrabile vietnamita e che spesso si sia fermato senza un perché, una volta addirittura sopra un ponte sospeso nel nulla e che sia inutile chiedere quanto manca all’arrivo nessuno ti capisce. In compenso ci hanno servito un piatto di noodles caldi e saporiti accompagnati da un profumato the al gelsomino per soli 20.000 dong. … un’esperienza che comunque ci è piaciuto lo stesso, consigliata a chi vuole un mezzo alternativo e più economico dell’aereo.

Hue
Definita la più bella città del Vietnam adagiata sulle rive del fiume dei profumi, è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità.

Sicuramente uno dei maggiori centri culturali, religiosi e intellettuali del paese.
Entrando tra le possenti mura della Cittadella ci ritroviamo proiettati indietro nel tempo quando gli imperatori e le concubine passeggiavano tra questi giardini in fiore, tra i sontuosi palazzi e i campanellini delle belle porte gialle e rosse riccamente decorate da maioliche suonavano al vento.

A ricordo della sua grandezza passata ci sono anche le maestose tombe imperiali della dinastia Nguyen che visitiamo sotto una pioggerellina fine.

Mah! sarà che non amiamo molto questo tipo di architettura dallo stile prettamente cinese, o forse per le giornate particolarmente grigie e uggiose.
Non ci siamo entusiasmati molto.
Ci ricordiamo molto bene il cibo … che mangiate! tra tutti: il vegetariano bo de tante verdure e tofu a un prezzo ottimo circa 275.000 dong in quattro.

Hoian
Deliziosa, tranquilla, antica, forse la più turistica e come potrebbe non esserlo?
Il clima da primavera inoltrata, i fiori gialli ad adornare tutto , le case antiche, il piccolo ponte coperto Giapponese. Lungo le strade simpatiche vecchiette che vendono medagliette “ lucky lucky” del nuovo anno e fischietti fatti di argilla dipinti di rosso per attirare la buona sorte …

Ci perdiamo volentieri tra i suoi vicoli o ci lasciamo baciare dal sole nel suo lungo fiume, impossibile non adorarla e non adorare il suo cibo, lo so, sempre li ritorniamo, ma se e’ vero che un paese lo conosci anche da quello che si mangia … per esempio, il cao lau: tagliolini con crostini, germogli, verdure e fette di maiale arrosto, solo qua si può trovare il vero cao lao perché i tagliolini devono essere impastati con l’acqua di un pozzo di Hoi an, se passate da queste parti non vi perdete questo piatto e andate al Mermaid vi farà sognare. . Potete provare anche la delicata rosa bianca o un hot pot qualsiasi, so che dopo ci darete ragione ….
(la tartaruga funziona) siamo capitati proprio durante la festa della luna piena! la leggendaria notte di Hoi An, le sue stradine vengono riccamente decorate e illuminate da tantissime lanterne di seta, ci sono balli canti e feste in strada, tanti banchetti di dolci di riso o di ciambelle appena fritte.

Mentre camminiamo mi colpisce una vecchietta, mi fermo un attimo per osservarla, lei mi sorride da sotto il cappello a cono, con un sorriso dolce e irresistibile, non posso che comperare un bel fischietto a forma di tigre (il mio segno cinese) a ricordo di questi giorni.

Questo è un posto dove si potrebbe rimanere a lungo … molto a lungo!

My Son
A 1 ora di macchina da Hoian si trova il sito archeologico Champa di My Son. Simile come architettura alle costruzioni Kmer della Cambogia questo posto purtroppo fu pesantemente bombardato dagli americani che lo consideravano rifugio per i Vietcong. E anche se molto rovinato conserva ancora una sua suggestività, immerso nel verde della foresta tropicale, trovandosi ai piedi delle antiche torri sopravvissute, è impossibile non pensare a quello che mani abili dell’uomo riescono a creare e poi quello che altri uomini riescono a distruggere in nome della guerra.

Saigon (Ho Chi Minh)
Saigon alla fine della guerra prese il nome dal leader politico della parte vincente
“ Ho Chi Minh city”. Ovviamente i vietnamiti del Sud preferiscono continuare a chiamare la loro città con l’antico nome

E’ il cuore del paese, sei forse otto milioni di persone si riversano in quella che più che una città e un enorme agglomerato di distretti, ovviamente tutti muniti di motocicletta e mascherina antismog che in Vietnam è un vero è proprio oggetto cult, ne vendono di tutti i colori disegni e marche.
Se il traffico di Hanoi stupisce quello di Saigon, sconvolge, è come trovarsi di fronte a un fiume in piena.
Saigon è un’esperienza di vita. È una città in cui senti l’Asia, ti trascina, ti coinvolge in un contrasto forte e prepotente, che noi abbiamo trovato molto piacevole.

I soliti sobborghi fatti di catapecchie che a stento si reggono in piedi affiancati a un centro città ancora antico e tipico ma sempre più modernizzato da grandi e bellissimi negozi di alta moda, hotel lussuosissimi e un vorticoso commercio sfrenato.
Impossibile resistere al richiamo dei suoi mercati, dove i colori e sapori forti predominano, quelli della frutta e verdura, delle anatre e maialini laccati, delle tante sfumature di arancio di gamberetti essiccati, delle fragranti baguette alla francese,del profumo del pho che invade le strade, incessantemente attive e piene di vita.

Can Tho
Dopo una giornata passata in auto, barca e barchetta tra i canali del Mekong e le sue isole fluviali,

arriviamo finalmente a Can tho, questo posto ci sorprende, ci aspettavamo un luogo privo di fascino e invece il suo mercato, il centro, i suoi localini ci sono piaciuti molto, tra tutto non possiamo certo scordare la festa vietnamita, la sera tornando dal ristorante la nostra super guida Pirullo ha toppato la strada, ci siamo ritrovati in mezzo al mercato in chiusura, a un certo punto una musica altissima, voci e urla ci hanno colpito, era in corso una festa, ci siamo fermati un attimo a osservare e come per incanto siamo diventati l’attrattiva della serata, ci hanno trascinato in mezzo al caos e incitati a ballare con loro mentre c’era generosamente offerta della bia hoi la deliziosa e leggera birra locale, ogni nostra mossa era prontamente imitata come a una lezione di ballo, tra grandi risate nostre e loro, fin quando stanchi e storditi dalla musica, li abbiamo salutati.

Rac Gia al traghetto
Ancora un viaggio in auto, tra un paesaggio fatto dai canali del fiume e campi di riso maturo che i contadini stanno raccogliendo, facendone poi dei mucchi lungo le strade, dove è filtrato e pettinato con lunghi rastrelli di bambù.
Ci divertiamo a osservare i motorini carichi di merce, maialini, oche, galline ecc. che sono portate in vendita ai mercati, abbiamo rinunciato a capire come riescano a caricare così tanta merce e ne rimaniamo ogni volta esterrefatti e meravigliati.

Arriviamo al porto di Rac Gia, dove incontriamo un piccolo gruppo di viaggiatori zaini in spalla come noi, ci mettiamo seduti al sole in attesa della partenza del ferry, non possiamo non notare la fangosa acqua del Mekong che sfocia in mare, trasportando tralci di gigli d’acqua, arbusti e tanta, troppa spazzatura, per lo più vaschette di polistirolo da take away.
Che qua usano in tanti insieme a bottigliette di plastica e lattine.
Questo problema lo ritroveremo purtroppo anche nelle belle spiagge della’isola, c’è detto che spesso sono i pescatori, poco sensibilizzati al problema dello smaltimento rifiuti che comunque in Asia (ma non solo) è un problema reale, ma in traghetto noi stessi abbiamo visto una turista bere e buttare la bottiglietta vuota in mare!

Il ferry http://www.superdong.com parte in orario perfetto e dopo tre ore di piacevole traversata finalmente arriviamo al mare.

Phu Quoch
Se il vostro concetto di paradiso è fatto di un’isola da lunghe spiagge ancora, in gran parte incontaminate orlate da alte palme o calette nascoste intervallate da scogli, da giungla prorompente che arriva fino al mare, da strade di fine polvere rossa e da uno stile di vita placida e un po’ hippy … siete nel posto giusto!
Siete a Phu Quoch.
Il nostro ecolodge aperto da tre amici girovaghi zaino in spalla http://www.mangobayphuquoc.com/noflash.html è immerso tra la foresta e il mare, le casette su palafitte di legno e palma, il bagno all’aperto sul verde della giungla, niente vetri alle finestre e una grande veranda per stare a osservare il tramonto sul mare.
La sera muniti di torcia si percorre i vialetti tra la vegetazione per andare a cenare al delizioso ristorantino, la vita notturna è tutta qui, puoi fare due chiacchiere con gli altri ospiti, fare un gioco di società o stare sdraiato in veranda a contemplare le luci delle barche dei pescatori.

Finalmente dopo tanto viaggiare è arrivato il momento di un po’ di riposo al sole.
Nella piccola baia l’acqua cristallina è calda e invitante, c’e’ una pace assoluta ….
Che bello! peccato che con il Semplice sia impossibile fermarsi, cosa facciamo? prendiamo il motorino? dove si va? ok riposo finito! motorino a noleggio e via ….
In esplorazione …. Iniziamo dal nord, passiamo prima da un piccolo villaggio di pescatori, dove sono impegnati nella vita di tutti i giorni, verniciano e riparano le barche, sistemano le reti, le abitazioni hanno le porte aperte e possiamo scorgere la semplicità ed essenzialità degli arredi, sono tutti gentili e ospitali ci salutano e ci sorridono.
Continuiamo a percorrere la strada sconnessa di fine polvere rossa che si appiccica alla pelle.
Fino alle belle e incontaminate spiagge di cua can e bai dai Dove l’unica traccia di turismo è data da un paio di piccoli resort.
La piccola cittadina di Duong dong è animata e incasinata dal solito mercato sul canale, dove merce ordinata e freschissima colora le strade, in vendita oltre la solita verdura, frutta e pesce anche il pregiato pepe e bottigliette di nuoc mam la salsa di pesce fermentato.

C’eravamo preparati a sentirne l’odore ovunque e invece si percepisce solo in vicinanza della fabbrica.
Long beach a sud della cittadina è una bella spiaggia dove si affaccia la maggior parte delle strutture turistiche, è anche l’unico posto dove trovare qualche locale e un minimo di vita notturna.
In circa un’ora arriviamo alla più bella di tutte, Sao beach, una paradisiaca mezzaluna orlata da palme, dalla sabbia bianchissima e mare blu, peccato che come per molte spiagge tropicali qua esista il problema molto fastidioso dei sand flies, la More verrà, infatti, tartassata da punture ritrovandosi la sera gambe e braccia a pois.

Comunque sia segnatevi il nome di Phu Quoch perché presto ne sentirete parlare.

E’ arrivato il momento di lasciare anche questo paradiso e tornare piano piano sulla terra.
Ci aspetta un’altra visitina a Saigon e un paio di giorni a Bangkok …..
xin chào