Viaggiando in Madagascar – Tongasoa Madagascar

Un viaggio sognato da anni , di quelli che tieni per  un po’ nel cassetto dei desideri per fantasticarci su. Uno di quelli  cui dedichi tempo ed energie , dal quale sai che comunque vada ritornerai con qualcosa in più.

Qualche informazione sul paese .

Il MADAGASCAR  , Questa grande isola ( la quarta nel mondo ) si trova  nell’oceano Indiano al largo delle coste sud-orientali dell’Africa, davanti al Mozambico, ed è attraversata  dal tropico del Capricorno .  si potrebbe considerare quasi un piccolo continente data  la sua estensione e la sua biodiversità.

La maggior parte delle specie della  ricchissima fauna e flora del paese, di cui molte presenti solo in Madagascar , è in pericolo di estinzione o sono già scomparse per sempre. Il taglio degli alberi e l’incendio del sottobosco, avvenuti nel corso degli anni  per opera dell’uomo, hanno danneggiato i tre quarti della superficie e trasformato intere  zone in terreni sterili riducendo drasticamente gli habitat .

Ciò nonostante il Madagascar è riuscito a conservare un ecosistema ricchissimo, unico al mondo, con un vero e proprio caleidoscopio di specie animali e vegetali, ma anche di razze e di culture diverse.

E’ ovvio che La principale attrazione turistica sia la sua natura , e uno dei “punti” di forza è la sua biodiversità tra le più prodigiose al mondo. L’endemicità è particolarmente elevata e vi  si trovano piante e animali che non s’incontrano altrove. I lemuri , I camaleonti , Vari tipi di rane e rettili , molte specie di  uccelli.

La flora che ha il suo re nel baobab e comprende quasi tutte le varietà di questi spettacolari giganti . varie specie di palme, tra le quali la famosa “palma del viaggiatore”, innumerevoli orchidee, cactus ed euforbie che costituiscono la grande foresta spinosa del Sud .

I Malgasci e i fady

I Malgasci che si  suddividono in 18 etnie diverse a seconda della zona , seguono un complicato  sistema di credenze, che si intrecciano in  tutti gli aspetti della vita quotidiana e che varia da villaggio a villaggio, Nella religione tradizionale il Creatore è Zanihari, o Andriananahary che non è né maschio né femmina. Ci sono numerose divinità secondarie o spiriti legati alla natura, che abitano gli alberi, le rocce e i fiumi.

Le credenze tradizionali impongono divieti, o tabù , detti fady.

Per i Merina è un fady fare funerali di martedì, poiché ciò provocherebbe altre morti nella comunità; in altre zone è fady cantare durante il pasto perché fa sviluppare denti troppo lunghi, non  si deve indicare persone o luoghi sacri  puntando il dito, ma bisogna piegarlo , ci sono terreni o interi territori dove è  fady entrare , spesso sono luoghi sacri di sepoltura .

I Vahaza ( stranieri )  sono “esonerati” dai fady, è comunque giusto rispettare gli usi e credenze locali .

Clima quando andare

Il clima del Madagascar è subtropicale, con due stagioni, una calda e piovosa da Novembre ad Aprile, e una secca e fresca da Maggio a Ottobre. Le temperature variano molto in base all’altitudine e alla posizione geografica.

La costa occidentale è più secca di quella orientale, mentre nella zona meridionale e sud-occidentale sono presenti aree con rarissime precipitazioni. Sugli altipiani le temperature possono anche essere rigide . si può scendere sotto i 5°C, quindi è sempre consigliabile portare con sé qualche indumento caldo.

ll periodo migliore in assoluto sono i mesi di Settembre Ottobre e Novembre: le temperature sono più calde rispetto ai mesi estivi e piove poco, sono perfetti per vacanze al mare e anche per osservare la ricca fauna locale.

Gli altopiani 

Gli altopiani (Hautes Terres o Hautes Plateaux) della zona centrale del Madagascar si estendono per più di 1.000 chilometri , L’altezza varia dagli 800 ai 2.700 m. Il paesaggio è molto vario, dal plateau con grandi massi arrotondati, a colline, a vere e proprie montagne, intersecate da valli e fiumi, laghi, con  luccicanti coltivazioni di riso ,  infatti  Il terreno fertile e collinoso e un clima stabile, ha reso questa zona una regione perfetta per la coltura del riso, l’ingrediente base nella cucina  malgascia.

Il riso domina la vita quotidiana dei villaggi dell’etnia Merina, popolazione che ancora conserva un modo di vivere molto tradizionale: c’è una stagione per ogni attività, la semina e la raccolta del riso, la tessitura della Infatti, gli abitanti costruiscono solitamente le loro dimore con una miscela di argilla e di paglia tagliata, ma quelli che possono permetterselo, lo fanno con i mattoni cotti di argilla rossa: infatti, i forni dei mattoni fumano quasi ininterrottamente durante la stagione da maggio a settembre.

Purtroppo una sempre più invadente coltivazione intensiva, ha avuto come conseguenza un disboscamento incontrollato, che negli anni  ha cambiato l’aspetto di questa zona. Il sistema tradizionale chiamato “Tavy” è in pratica la tecnica del taglia e brucia, che impoverisce la terra e quindi costringe a trovare nuove aree.


L’itinerario :  Antananarivo – Antsirabe – Ambositra – Ranomafana – Fianarantsoa –Ambalavao –Ihosy –Ranohira – Tulear – Bekodoy – Ankasy – Mangily – Auberge de la table – Antananarivo . Percorrendo La Route Nationale RN7,  trafficata malmessa e lentissima   , è la strada statale principale che da Antananarivo arriva fino  a Tulear su un percorso di circa 1000 km  .

Il viaggio e le regole del Madagascar !

Quest’anno sono decisa ad andare a qualunque costo in Madagascar, mi rassegno ad acquistare il volo venduto a  peso d’oro per questa destinazione, riesco a risparmiare qualcosa dividendo la tratta Bologna ParigiParigi Antananarivo, il primo volo sarebbe al mattino presto, quindi decido di andare a Parigi un giorno prima. Trovo un’offerta per un nuovo super tecnologico hotel vicino all’aeroporto cdg il CITIZEN M veramente carino, che consiglio ma solo a chi ha una buona padronanza della tecnologia. Il mattino dopo ,  freschi e riposati ci ritroviamo con i nostri compagni di viaggio, due cari amici che hanno deciso di fare la loro luna di miele alternativa unendosi a noi .

Dopo undici ore di volo atterriamo ad Antananarivo, la sala di arrivo è antiquata e spoglia, Le pratiche burocratiche assurde e lentissime, i passaporti sono vistati e timbrati passando dalle mani di diversi funzionari racchiusi in un gabbiotto fino a che non arrivano all’ultimo che chiama ad alta voce il tuo nome rendendo il documento . Impariamo subito la prima regola del Madagascar “MORA MORA ”, “piano piano”, altra attesa interminabile anche per i bagagli che sembrano non arrivare mai , dopo due ore e mezza dall’arrivo usciamo

L’aria è fredda , e malgrado sia notte fonda siamo accerchiati da portatori di valigia e mendicanti.

Veniamo  salvati dal nostro uomo che ci fa salire su un pulmino lercio e polveroso e partiamo, poco dopo lasciamo la strada principale e imbocchiamo uno stradello di polvere rossa talmente malmesso da sembrare il letto di un fiume in secca, ecco la seconda e terza regola del Madagascar  , STRADA NON ASFALTATA E POLVERE,

a un certo punto nel buio assoluto della notte vediamo un bagliore, è un grosso camion fermo proprio in mezzo alla strada davanti a noi, dopo diverse manovre del nostro autista e del camionista riusciamo a Sono le due quando finalmente arriviamo a LE MAHAVELO GUEST HOUSE sistemazione semplice e carina, molto comoda per chi vuole stare nei pressi dell’aeroporto.

Siamo già in piedi quando alle otto del mattino bussa alla porta della camera un giovane ragazzo, Andrea l’ autista inviato da Eugene  che ci accompagnerà durante il tour . La nostra 4×4 ha visto giorni migliori ma rispetto allo standard delle auto in circolazione è un vero gioiello, iniziamo il viaggio  attraversando la città di Antananarivo, impariamo la nuova parola , MERCATO,

passare entrambi … ecco l’altra regola. CAMION FERMO IN MEZZO ALLA STRADA . questo paese è un unico immenso mercato all’aperto, la vita dei malgasci si svolge tutta vicino alla strada e ai corsi d’acqua, dove merci di ogni genere sono esposte tra la polvere che sempre tutto ricopre. Saranno i mercati lungo la strada e ammirare la gente nelle loro faccende quotidiane, l’immagine magnifica che ci accompagnerà nel nostro viaggio .

Antananarivo – Antsirabe 169 Km 3.30 –    etnia Merina

Antsirabe situata a 1500 mt è anche detta la città dei pousse pousse, coloratissimi risciò trainati a piedi nudi, ce ne sono veramente tanti e ovunque, una volta giunti qua avevo programmato   di andare a vedere il lago tritriva e la cittadina di Betafo,  invece ci perdiamo a vagare nei quartieri della città, nelle sue piazze dove si affacciano decadenti palazzi di epoca coloniale.

Arriviamo fino in piazza della stazione ormai in disuso perché l’unico treno non parte più.

Poi ci immergiamo nel suo mercato, tra la gente che ci guarda curiosa, non ci sono turisti in giro. Anzi di turisti nei mercati o tra la gente non gli abbiamo mai trovati, Andrea mi dice che quasi tutti quelli che vengono in Mada fanno un tragitto preconfezionato e vanno a vedere le varie fabbriche , non dico che non possa  essere interessante, ma io con Eugenio ero stata chiara, voglio vedere la gente, come vive, cosa fa’ veramente ,  non cosa fa per i turisti … La sera giunge presto ,  come cala il sole, l’aria fresca di montagna si fa sentire, rientriamo al nostro bellissimo COULEUER CAFE ’dove gusteremo un’ottima cena a base di zuppa di zucca e il nostro primo filetto di zebù .

Antsirabe – Ambositra  – Ranomafana  km 260  11 ore             etnia Merina

Siamo freschi e riposati e con tanta voglia di vedere questo paese, dopo un’ottima colazione partiamo alla volta di Ambositra.

Città famosa per gli intarsi sul legno degli Zafimaniry , sarebbe bello raggiungere i  villaggi sperduti tra i monti fatti di case di legno finemente decorate, purtroppo non abbiamo il tempo e quindi ci accontentiamo di visitare il centro , dove comunque si possono vedere diversi balconi scolpiti e l’immancabile vivace mercato .

Riprendiamo  il nostro viaggio , La strada peggiora di km in km fino a diventare un’enorme buca continua, la macchina all’improvviso inizia a sobbalzare e i rumori del motore non promettono nulla di buono, si spegne una volta , un’altra ancora fino a fermarsi completamente, la gente che passa si ferma , parla con il nostro autista ognuno di loro traffica un po’ con il motore, scuote la testa ci sorride e se ne va, dopo circa un’ora passa uno che sembra, sappia dove mettere le mani, anche lui traffica con il motore e magia la macchina riparte, saltiamo su tutti contenti, facciamo qualche km e riinizia tutto da capo.

Ed ecco la nuova regola   ,  MACCHINA  IN PANNE .

Stiamo fermi un po’ , riusciamo anche questa  volta a fare ripartire il mezzo, finalmente imbocchiamo la deviazione per Ranomafana, percorriamo ancora un po’ di km e proprio in mezzo al parco a soli 10 km dal’ arrivo  la macchina ci dice addio fermandosi per l’ultima volta, mettiamo il segnale di “pericolo , mezzo fermo sulla carreggiata “( il nostro triangolo) , che in Madagascar è fatto da un fascio di rami e foglie posizionato in mezzo alla strada ! Telefoniamo a Eugenio che ci assicura che si  metterà in contatto con  il lodge per farci venire a prendere, oramai lo sappiamo, sarà … mora mora, infatti, passano le ore e noi siamo lì, nel mezzo del parco naturale, sta calando la sera è buio e fa’ freddo, in lontananza vedo i fari di un piccolo bus, senza pensarci due volte mi butto in mezzo alla strada e chiedo soccorso, è un pullman di turisti che stanno andando al parco, caricano noi e i nostri bagagli e ci portano fino all’entrata del lodge.

Saremo pazzi , ma questo inconveniente ci ha fatto divertire e poco ci importa di aver perso il trekking serale per l’avvistamento degli animali .

La mattina dopo Ranomafana ci regala un inaspettata splendida giornata , da queste parti piove tanto  , e’ raro trovare bel tempo , partiamo tutti contenti  per il giro fino alle cascate e al belvedere .

Dopo un po’ che camminiamo troviamo un bellissimo camaleonte foglia , avvistiamo i primi lemuri dorati che stanno al sole sulle cime degli alberi . Il parco e’ molto bello con una folta vegetazione , ruscelli ,  cascate  , farfalle gigantesche , orchidee selvatiche e varie piante medicinali .

Ranomafana  – Fianarantsoa   km 60 2 ore   etnia Betsileo                                                        

Ritorniamo dal trekking e troviamo macchina e autista nuova, salutiamo Andrea la foresta pluviale e riprendiamo il cammino, il nuovo autista ci piace subito, parla correttamente il francese, è esperto ,  pratico della zona e ricco d’informazioni interessanti.

Arriviamo a Fianarantsoa, piacevole cittadina costruita su più livelli, in compagnia di un ragazzo del posto che parla italiano visitiamo haute ville, molti palazzi dalla pregevole architettura sono stati restaurati da una ricca Americana con ottimi risultati.

facciamo una visita anche al  laboratorio di Pierrot Man, il fotografo più famoso del paese, dove ammiriamo foto favolose  scattate in giro per il paese .

Fianarantsoa –  Ambalavao         etnia Bara

Avevo letto pareri discordanti ,  ma passando da queste parti proprio nel giorno del mercato  più importante  del paese non volevo  assolutamente perderlo , avevo  ragione ! Il mercato degli zebù di Ambalavao è in Madagascar quello che in molti paesi è la borsa, gli zebù hanno un’importanza fondamentale per i Malgasci e sono simbolo di potere e ricchezza.

Si tiene in un grande spiazzo di terra rossa, dove allevatori e compratori contrattano i loro capi. Intorno alle staccionate l’immancabile colorato e animato  mercato, dove sono cucinate varie prelibatezze accompagnate da baguette appena sfornate.

Ambalavao –Anja        

La riserva di Anja è un piccolo parco poco conosciuto a gestione Malgascia, dove vive una colonia di lemuri catta,  trovarmi circondata da questi deliziosi esserini, mi ha emozionato .

Nel nostro viaggio verso Ranohira ci siamo fermati nell’unico hotely della zona, gli hotely sono piccoli ristorantini locali, non sono turistici e vi dovrete  accontentate di mangiare riso in bianco accompagnato da qualche stufato (zebù o maiale) stando molto  attenti a non masticare anche degli insidiosi (per i vostri denti) sassolini .

Ranohira      – Isalo National Park   

Uno dei posti più interessanti del paese è Il parco dell’Isalo un massiccio granitico di origine jurassica, Il paesaggio è molto particolare, arido, con vette rocciose dai riflessi arancio/ gialli.

Un mix tra i parchi Americani e la savana Africana ma con una flora e fauna unica nel mondo. In questa stagione è possibile osservare i pachipodium in fiore Se avete fortuna, magari incontrerete anche un meraviglioso e raro sifaka . Nell’Isalo ci sono numerosi fady che sarebbero da rispettare, uno di essi prevede che si deponga una pietra sui cumuli già esistenti per realizzare i propri desideri e se il desiderio si avvera si debba ritornare al cumulo per dire grazie . Tra le grotte di questo massiccio si trovano molte antiche tombe dei Sakalava, da ricordare che indicarle con il dito è fady.

Con una guida assegnateci all’ingresso del parco seguiamo un percorso di circa 10 km, attraversiamo canyon.

Vaste radure secche e assolate. Guadiamo piccoli torrenti.

Scaliamo pareti di roccia a strapiombo, saliamo, scendiamo e camminiamo sotto il sole fino  a raggiungere alcune piscine naturali.

Dove ci fermiamo a mangiare e riposarci, appena tiriamo fuori il cibo, siamo circondati da diversi lemuri dorati, che abituati alla presenza dell’uomo sono in cerca di bocconi dal cestino del pranzo.

Finiamo la nostra giornata davanti al favoloso tramonto rosso fuoco dalla finestra dell’Isalo

Salutiamo a malincuore Ranohira e gli Altopiani, proseguendo il nostro viaggio verso sud .

Il sud

Il Sud del Madagascar è la regione più arida dell’isola, forse anche la più particolare in termini di paesaggio. È l’unico posto al mondo, dove si può ammirare la foresta spinosa, un ecosistema semi-desertico formato da enormi piante simili a cactus che crescono solo qui. Lungo la costa si trovano lunghissime spiagge di sabbia bianca ma che sono davvero difficili da raggiungere, perché non esistono strade ma solo un tracciato sulla sabbia.

Hotel usati ( doppia con colazione.)

Le Mahavelo Guest House, a dieci minuti dall’aeroporto di Ivato, semplice carino e pulito, camere grandi. Con servizi privati e acqua calda 35€

Couleur cafe’ Antsirabe Bel bello vale tutti gli eurini spesi, in camera avete anche un caminetto che su richiesta vi accendono nelle serate più fredde, buono il ristorantino, 36€

Tsara Guest house Fianarantsoa L’ambiente è bello e il ristorantino buono, le standard sono basic ma hanno acqua calda, quello con il peggiore rapporto qualità prezzo . pensione completa 38€

Setam Lodge Ranomafana Lodge immerso nella foresta pluviale, ha una vista unica, i bungalow sono carini con acqua calda. Obbligatoria la mezza pensione con un discreto ristorante . 108 €

Jardin du roy .- Ranohira  - Accidenti che lusso ! bello esagerato, camera e servizio di alto livello, il posto ideale dove trovare un po’ di riposo dopo un tour del parco, obbligatoria la mezza pensione, compreso i cestini del pranzo 166€

Serena Tulear - hotel  nuovissimo, con camere immense e un bellissimo bagno, proprio nel centro di Tulear a due passi dal mercato, buona la colazione 35€

Smeralda Bay  Bekodoy- Un paradiso nascosto tra le dune, i ragazzi italiani che lo gestiscono hanno ancora tanto da lavorare. I bungalow sono carini ma non hanno nemmeno un mobiletto dove appoggiare la roba. Però ci sono energia elettrica e acqua calda, pane fatto in casa e un mix di cucina itala malgascia niente male . per il prezzo pagato si potrebbero dare un servizio migliore e una garanzia di trasferimento . pc 110

Ankasy lodge- Posto bellissimo, Le ville affacciate sulla grande baia sono immense e ben arredate, con energia elettrica e acqua corrente solo fredda, buono il servizio e la cucina, possibilità su pagamento di usare internet e telefono satellitare . 140 €

. Princesse du lagon – Mangily - Struttura simil coloniale direttamente sulla spiaggia, camere luminose, con pezzi di antiquariato e bei mobili, Buono il ristorante 36 € Auberge de la table Che posto ! bungalow immersi nel parco, grandi arredati benissimo, buono il ristorante. Ottimo il rapporto qualità prezzo . 35 €

Sakamanga- In centro a Tana, hotel molto carino ricco di oggetti di antiquariato, le camere sono tutte diverse una dall’altra, grandi piacevoli arredano benissimo. Ha diversi ristoranti, dove si mangia molto bene, mi è piaciuto molto 48€

Volo Tulear – Antanarivo  176 €

Volo air france bologna – Parigi / Parigi – Antananarivo 1080

Auto con autista 300

Cambio 1 euro = 3280 ariary

Ranohira – Ilakaka – Tulear      etnia Sakalava

La prima località che incontriamo e Ilakaka, che potrebbe assomigliare a una cittadina del vecchio far west americano, per la strada notiamo anche un uomo con una pistola.

Nelle profonde buche scavate a mano, in condizioni disumane, sono cercati i famosi zaffiri, tutte le concessioni minerarie sono di grandi banche, ben poco resterà alla misera gente di questi luoghi,  è uno dei posti meno sicuri del Madagascar, malgrado questo non resistiamo e scendiamo per osservare una meravigliosa scena d’altri tempi, come in un quadro dove, il pittore ha voluto raffigurare un intero popolo; chi fa’ il bucato, chi cerca gli zaffiri, chi attinge l’acqua, chi lava l’auto ……

Il paesaggio cambia rapidamente, diventando sempre più secco e assolato, la strada che qua e’ stata appena riasfaltata attraversa vaste distese di nulla . Appaiano i primi baobab a colonnaArriviamo a Tulear, la porta del sud, calda assolata polverosa, animata e disordinata, si nota subito la grande differenza tra la gente del sud e quella degli altopiani, qua si respira l’Africa. Le donne indossano parei, si dipingono la faccia con una crema ottenuta da una radice per difendersi dal sole e si acconciano i capelli con intrecci elaborati.

Tulear – Bekodoy   100 km      5.30      etnia Vezo                                                                              

Quando mi fisso in un posto  , poco m’importa quanto ci voglia ad arrivare, quanto lontano e isolato sia , é  lì e solo lì che voglio andare ….

La macchina inviateci dalla guest house arriva puntuale a prenderci davanti al nostro hotel a Tulear, rimaniamo sorpresi nel vedere che è un potente e grosso fuoristrada nuovo lucido e bello.

Ci lasciamo alle spalle il caos disordinato di Tulear, s’intravede il primo tratto di costa ricco di mangrovie, il mare è ovviamente fangoso e per nulla invitante.

Lungo la strada troviamo diversi villaggi con capanne di paglia, taxi brousse coloratissimi stipati all’inverosimile , venditrori di ciambelle e dolcetti vari, ci stiamo gustando questo nuovo Madagascar quando all’improvvisola nostra auto , bella nuova e lucida ,  si ferma di colpo in mezzo alla strada, siamo ancora una volta a piedi ….

Fortunatamente siamo a  Mangily, ci sono ville private  e hotel , ancora più fortunati perché’ dopo poco che  siamo fermi passa un altro autista della stessa agenzia , sta portando dei turisti a medio rano ,a pochi kilometri da qua ,  tornerà a riprenderci appena fatto, non ce la prendiamo , oramai le “regole ” del Mada le conosciamo tutte  ,   passiamo il tempo dell’attesa insegnando ai bimbi del vicino villaggio a cantare inni sportivi .

Riprendiamo la strada, ancora una volta con auto e autista nuovi ,  da Mangily in poi  è solo una pista tracciata nella sabbia , che attraversa la foresta spinosa.

Dopo tre ore di su e giù e traballa’,  troviamo uno spiazzo  , ci fermiamo a sgranchirci le gambe, scaliamo una duna e ci troviamo di fronte a questo. E’ ben lontano dal primo tratto di mare fangoso che abbiamo intravisto all’inizio del tragitto …   Siamo in paradiso !

Arriviamo a Smeralda Bay dopo cinque ore e mezzo, si è alzato vento pazzesco che a malapena ci fa’ stare in piedi.

La semplice struttura a gestione italiana è arroccata tra grandi dune bianche e si affaccia su un’ampia baia.

E’ formata da quattro casette, la casa principale, e tre camere indipendenti, arredate in maniera essenziale.

Cosa rara da queste parti ha l’acqua corrente , anche calda !!  ed energia elettrica a pannelli solari .

putroppo insieme a noi e’ arrivata una perturbazione dal sud  , che porta vento freddo e mare mosso, infatti, i primi due giorni abbiamo sempre girato vestiti e imbacuccati. malgrando il vento e un clima non proprio tropicale , questo posto selvaggio e naturale ci piace subito .

tra le tante nostre esplorazioni della zona , una mattina ci siamo spinti a nord e abbiamo trovato;  Le Righe !

Un posto magico dove il mare ritirandosi lascia scoperte ampie zone di sabbia candida , calcolando bene le mare si riesce quasi ad arrivare alla bariera .

mentre costruivo questo viaggio , mi ero chiesta  se valeva la pena percorrere tutta questa strada per arrivare fin qua , ammirando dall’alto di una duna , la meraviglia che ho intorno, infinita, incontaminata, primordiale assolata e ventosa.  Rispondo Sì mille volte sì.

Bekodoy – Ankasy    32 km   in piroga tradizionale  e a piedi 9 ore

Dall’Italia mi era sembrata una gran trovata, per movimentare il viaggio (neanche ce ne fosse stato bisogno eh !) ci metto un bel trasferimento in piroga tradizionale, ero cosi eccitata per aver pensato a questa soluzione, magari un po’ bizzarra e originale nello stile di Bru .

Ecco si certo, la piroga, io una vera piroga malgascia non l’avevo mica mai vista ,  Un tronco scavato, lungo circa 6/7 metri, largo forse 60 cm, con sei assicelle di legno di traverso a fare da seggiolino.

Accerto la piroga, sta Bruidea me la boccio da sola, penso convinta mentre giro e rigiro intorno al tronco galleggiante, sollevo uno dei bastoni che usano a mo’ di remi, sono allibita.

Sposto lo sguardo verso il mare che con l’alta marea ha assunto un colore verde scuro, cupo e minaccioso, osservo le strane correnti del canale del Mozambico e le onde che si formano per il forte vento che spira a 45 km l’ora da sud est (contrario, ovvio).  Nooo dai si è scherzato, la piroga la lascio ai Vezo  

E… invece no, perché’ qua nel nulla più nulla, non c’è nemmeno un mezzo, che poi andrebbe bene anche un Apecar, non c’’e linea telefonica o internet per dire a una qualsiasi agenzia di Tulear veniteci a prendere .

E adesso come si fa ? i ragazzi della guest house non sono riusciti a prendere contatto con nessuno, certo non è che si siano dati tanto da fare, dopo tanti anni passati qua “mora mora” fa parte del loro vivere .

Mauro decide di farsi a piedi i 9 km tra le dune sabbiose che ci separano da Salary per chiedere aiuto.

Torna, molte ore dopo sconvolto dal viaggio e a mani vuote, non c’è auto disponibile !

La piroga rimane l’unica possibilità per andarsene, quindi rassegnati e un po’ rasserenati dal vento che e’ notevolmente calato , diventando una brezza leggera e piacevole , fissiamo la partenza per le 6.30 del mattino dopo.

Ci svegliamo con un’alba meravigliosa, il mare è liscio come olio, incastriamo noi e i nostri bagagli nello spazio ristretto e … adesso si viaggia alla maniera Vezo.

davanti a noi si aprono baie bellissime incontaminate e selvagge, mai calpestate da piede umano.

Vediamo anche piccoli villaggi isolati. Intervalliamo la navigazione con lunghi tratti a piedi, per alleggerire i rematori.

Dopo qualche ora proviamo a montare la vela, arriviamo fino alla barriera e navighiamo paralleli a essa, il mare ha la trasparenza di un cristallo.

Facciamo qualche kilometro ma il vento contrario ci fa desistere e ritorniamo sotto riva. Passano le ore e i poveri rematori sono esausti, onestamente non so come facciano ancora a resistere, anche noi siamo stanchi , sono otto ore che siamo in mare senza cibo e acqua e stretti in uno spazio minimo. Attracchiamo in una baia riparata nei pressi di un villaggio, mancano ancora 7 km all’arrivo ma da qua dobbiamo proseguire a piedi, la marea sta salendo e oltre non si riesce ad andare. Mauro è addirittura scalzo, non sappiamo da dove passare, prendiamo quello che sembra un sentiero e ci incamminiamo, dopo poco penso di avere un miraggio , intravedo tre quad parcheggiati sotto un alberello, poi una mini auto e infine quattro persone.

Sono reali, non è un sogno, dei ragazzi tedeschi che stanno andando a Salary, uno di loro ha forato la moto e si sono fermati a ripararla, chiedo aiuto , sono disposti a darci un passaggio  ma solo se li paghiamo.

Alla faccia della solidarietà tra viaggiatori !

Certo che li paghiamo ovvio, in quel momento gli avremmo dato tutto.

Sono passate nove ore dalla nostra partenza e finalmente siamo arrivati all’Ankasy !

Dopo circa un’ora arrivano anche i pescatori con i nostri bagagli, dove per altro avevamo messo tutto, per essere sicuri che non si bagnassero, documenti passaporti soldi !

Noi viaggiatori  spesso ci facciamo  prendere la mano nel voler essere originali , innovativi , osando sempre qualcosa in piu’ La cosa mi piace, per me un viaggio è sempre un’incognita, una nuova sfida , in questa occasione però ho sentito il peso di questa scelta azzardata.

ringrazio il  Gat , Gabriella e Franco splendidi compagni di avventura .

Malgrado questo devo ammettere che ;  Viaggiare alla maniera Vezo è stato un’esperienza autentica, vera, unica.

Abbiamo visto posti meravigliosi, provato forti emozioni e quest’avventura non la scorderemo mai .

Ankasy -   Che bello questo posto, cinque grandi ville affacciate sul mare.

L’energia elettrica è garantita da pannelli solari, in bagno c’é l’acqua corrente ma solo fredda, per farsi la doccia si usa miscelare una tanichetta di acqua lasciata scaldare  al sole con quella fredda. si mette in un secchio  e  con un mestolino ci si lava ,  sembra complicato ma in realtà è abbastanza pratico, non si può usare l’asciugacapelli ma visto che “ nessuno pettina bene come il vento “ non è un grosso problema.

I nostri giorni passano tra lunghe passeggiate in esplorazione delle baie e momenti di puro sano riposo ,Finiamo la giornata davanti a tramonti favolosi.

E con l’arrivo della notte possiamo ammirare un cielo punteggiamo da un milione di stelle, cosi luminose e vicine che sembra di poterle toccare. magnifico osservare la  luna nuova, un sottile spicchio che nasce dal basso, sembra quasi un’eclissi e invece è solo la magia del polo Australe, dove tutto è sottosopra.

 Ankasy – Mangily     50 km   2 ore

Questi giorni passati nel nulla totale sono volati via, dobbiamo riprendere il viaggio.

Diciamo addio al mare al vento alle dune e partiamo. Mangily doveva essere la promessa balneare del sud, in molti avevamo creduto in lei ma non è mai decollata e adesso è  un paesetto un po’ polveroso  , con diversi hotel  , ville private e una spiaggia movimentata.

Mi ha ricordato Malindi, le bancarelle sulla spiaggia, i parei colorati, non potrei consigliarla per una vacanza balneare, il mare non è cristallino e risente molto delle maree, però passare un paio di giorni da queste parti alla fine di un tour non è cosi male .

Un posto imperdibile è la Riserva di Reniala, ci arriviamo con un carretto trainato da zebù, eh si ,  non ci siamo voluti far mancare niente !

La riserva è a protezione di diversi esemplari di Baobab millenari, sono bellissimi e imponenti nella luce rosata del tardo pomeriggio.

Possiamo vedere diversi camaleonti, delle tartarughe radiate, un serpentello incredibile , dalla forma di un ramoscello secco. Tanti uccellini colorati, tutte le piante della foresta spinosa.

Mangly – Auberge  30 km    2 ore  

Salutiamo anche a Mangily, e riprendiamo il nostro viaggio, ho scelto Auberge de la table per la sua vicinanza con l’aeroporto e perché’ volendo c’è da visitare Arboretum D’Antsokay un piccolo parco gestito da uno svizzero che è anche proprietario della struttura dove staremo a dormire. Devo dire che non avevo grosse aspettative, invece l’enorme bungalow immerso nel parco è veramente bello, il cibo del ristorantino buono e ben presentato, la zona piscina invita a leggere un buon libro in perfetto riposo, ottimo posto per osservare uccelli e farfalle variopinte che svolazzano intorno.

Auberge –    Antananarivo   in volo

I voli interni possono avere cambio di orario improvviso o addirittura cancellazioni, per non correre rischi (su questo non rischio mai !) di perdere il volo internazionale, ho programmato di essere a Tana un giorno prima.

Invece il nostro volo parte puntualissimo e nonostante l’air Madagascar non abbia buona fama, devo dire che il Boeing era in buono stato, lo stesso vale per il servizio a bordo, ci sono state molte turbolenze ma questo non è certo per colpa della compagnia.

Dalla pace delle spiagge del Sud siamo catapultati nel caos frenetico di Antananarivo “la citta dei mille “ Costruita in maniera disordinata su diverse colline a circa 1200 mt.

Siamo stufi di fare km in macchina o stare imbottigliati nel traffico, quindi decidiamo di fare un giro della città a piedi, si possono ancora vedere diversi palazzi di pregevole fattura a ricordo del suo passato coloniale, la grande piazza dell’indipendenza, la vecchia stazione ora trasformata in un centro commerciale.

La zona intorno al lago Con la jacaranda in fiore.

Le sue strade sono mercati straripanti di merce e persone. Prettamente turistico ma carino da visitare il grande mercato de la digue, con tantissimi oggetti d’artigianato. E poi i tanti, troppi mendicanti, i venditori che ti assalgono ovunque, la sporcizia, il caos .

Devo ammettere che non mi ha entusiasmato, anche se riconosco che ha un suo fascino.

Viaggiando in Madagascar

Scordatevi i ritmi frenetici del nostro vivere e prendete tutto con calma e pazienza, le ore i km e i tempi di percorrenza per i Malgasci sono solo dettagli, se programmate un viaggio da queste parti e volete usare i mezzi pubblici fate bene i vostri calcoli, mi hanno raccontato di 70 km fatti in taxi brousse in 22 ore!!!

Se pensate di venire in Mada per le spiagge del sud, calcolate il lunghissimo viaggio, il costo alto dei trasferimenti, che potreste trovare molto vento e temperature non proprio tropicali, inoltre il mare risente molto del mare e a volte può apparire lattiginoso e poco cristallino .

E ricordatevi che Il Madagascar non è né Africa né oriente, anche se di entrambe conserva tradizioni e cultura, facendo di esso un paese unico raro e prezioso .

Ritorno a casa ferita nell’orgoglio e nella presunzione del viaggiatore, so ‘ di non aver lasciato traccia, di non aver potuto capire, di non aver portato o donato nulla.  

È il Madagascar che … senza chiedere si è preso tutto di me.

 Bru